Le biotecnologie, nate per ampliare la possibilità di scelta e migliorare la qualità della vita, se non correttamente regolate e funzionalizzate al rispetto dei diritti fondamentali della persona rischiano di divenire strumento di neo-autoritarismo e discriminazione. Ciò trova immediato riscontro proprio nell'ambito della famiglia, con specifico riguardo alla filiazione.
L'unificazione degli status tra figli legittimi e naturali sembrava aver chiuso il problema: oggi il fenomeno biotecnologico, in combinato disposto con l'articolarsi dei modelli di famiglia, sta creando una nuova categoria di figli senza tutele. Le famiglie non tradizionali e quelle ricomposte costituiscono l'osservatorio privilegiato di un fenomeno che assume sempre più le forme di un importante contenzioso.
Al giurista non compete di esprimere giudizi di valore, di approvazione o disapprovazione del fenomeno, quanto, preliminarmente, di individuare nel sistema gli ineludibili strumenti di garanzia per i soggetti deboli della vicenda: i figli. Tra le molte traduzioni del concetto costituzionale di solidarietà sociale, la pari dignità di tutti i figli è quella che meglio descrive i contorni del nuovo contesto.